E’ da un po che si rincorrono le notizie relative all’Eco Bonus, questa nuova misura che dalla detrazione del 110% al bonus ordinario dal 50% al 75%, ripensa e garantisce tutta una serie di azioni che vanno nella direzione del risparmio energetico, della qualità dell’ambiente nel quale viviamo e, non per ultimo, alcune regole fondamentali per le imprese. Nodo cruciale della cosiddetta fase2 del super bonus riguarda il settore immobiliare che trova una dimensione chiara e propositiva attraverso la ripartenza di un mercato di settore avvilito dalla crisi economica prima e dalla pandemia dopo. Con la ristrutturazione di immobili riparte una filiera altamente strategica per l’economia italiana, capace non solo di risollevare l’asticella del Pil, ma soprattutto di risollevare le sorti dell’altro mercato straziato da default e coronavirus, quello del lavoro. Su questo argomento abbiamo chiesto lumi a Ranieri Roberto Ricciardi, Ceo di Smean Energy realtà che aggrega oltre 350 imprese del settore costruzioni.  “Smean Energy è sul mercato dal 1962 – esordisce Ranieri –  siamo oggi general contractor di Eni Gas e luce, e questo ci ha portato ad essere tra i più accreditati a livello nazionale. Oggi l’azienda lavora all’allestimento dei ponteggi, fase che precede la ristrutturazione vera e propria degli immobili. L’obiettivo che vogliamo perseguire è quello di allinearci sulla best practice, in modo almeno da annullare quello che è il gap di settore tra nord e Sud del Paese”. Entrando nel merito dell’eco bonus Ranieri ha poi evidenziato: ” L’Eco bonus si inserisce in un contesto istituzionale di limitazione di quelle che sono varie forme di inquinamento. La misura si inserisce proprio su questi presupposti con la primaria attività di recupero del patrimonio immobiliare e limitazione dei consumi energetici al giorno d’oggi sempre più dispendiosi e fatali per l’ambiente. Non è ovviamente una sola questione di intercettazione dei fondi pubblici dedicati al settore immobiliare che è e resta strategico nell’economia italiana, ma è anche e soprattutto rilancio del mercato del lavoro con le sue dinamiche e le sue potenzialità”. Poi si è passati a parlare di efficientamento energetico per il quale Ranieri ha sottolineato: “Dal sisma bonus ad oggi con l’eco bonus, le possibilità sull’efficientamento energetico sono diventate tante, come tante sono anche quelle date alle imprese. Per questo ci siamo organizzati  con un grande Consorzio nell’ambito del quale la piccola impresa trova una collocazione perfetta sia per le questioni organizzative che quelle legate all’accesso al credito. Per questo abbiamo prima creato un nucleo forte di attività facendo rete, poi abbiamo allargato lo sguardo alla questione finanziaria, dove riusciamo a garantire, a raggiungimento degli stati di avanzamento, pagamenti regolari. In pratica, riassumendo, fungiamo un po da regia di settore coinvolgendo tecnici e garantendo una certificazione a tutto il lavoro svolto e per tutti gli attori in campo”. Come si capisce bene dal nome, l’eco bonus si rivolge al segmento delle energie cosiddette pulite, e questa sorta di rivoluzione nel campo dell’edilizia riguarda proprio il modus operandi.  “Resta il fatto che parliamo di energie sostenibili – ha ribadito Ranieri – , di un sistema per non consumare energia. Dalle fonti naturali possiamo prendere tutto e non è necessario continuare ad utilizzare gas, petrolio o tutto ciò che inquina alla massima potenza”. Insomma, quella famosa svolta dall’idrocarburo all’ecologico che si aspettava da tanto e che Ranieri in conclusione ha sottolineato chiaramente:  “Certo, questa svolta esiste e sta adeguando il mondo ad una nuova visione energetica. Questa svolta non rappresenta solo l’alternativa, ma soprattutto è la chiara volontà di salvaguardare noi e il nostro ambiente”.