Secondo uno studio del Cerved nel 2020, il fatturato subirà un calo compreso tra l’11 e il 16,3 % mettendo a rischio due milioni di posti di lavoro. Un tracollo improvviso, ma che ha radici profonde. Uno studio recente realizzato dall’Osservatorio Innovazione Digitale nelle Pmi del Politecnico di Milano ha evidenziato come il 76% delle piccole e medie aziende non effettui vendite online: inoltre appena il 15,8% ha sviluppato un proprio sito o una propria app di e-commerce attraverso la quale vendere i propri prodotti.

“Uno scenario del tutto matematico che inchioda il settore con le spalle al muro ma solo nella misura di ciò che dai numeri si comprende, non certo per quelle che sono le realtà dei territori – commenta Salvio Pace, presidente di OroItaly, sodalizio degli orafi eccellenza del Made in Italy – realtà complesse, con le quali bisognerebbe confrontarsi tornando con i piedi per terra, e non dalle aule dei Politecnici”. “Noi ad esempio – ha continuato Pace – rappresentiamo la filiera dell’artigianato d’eccellenza nel comparto orafo, realtà che come quella artigianale in generale non è assoggettabile al mero calcolo matematico fatto dal Cerved sulle vendite da remoto. Noi non vendiamo ortaggi, ne food, ne beni di largo consumo, noi creiamo gioielli”.  Al presidente del sodalizio degli orafi fa eco il prof. Gianni Lepre, segretario Generale di OroItaly ed opinionista economico del Tg2: “Fare di tutta l’erba un fascio non fa bene all’economia italiana, come è deleterio commettere il grave errore di livellare tutta l’attività produttiva tricolore schiacciandola sotto il peso della pandemia. Il fatto che il 76% delle PMI in Italia non siano attrezzate per la vendita on line non è da addebitare ad una mancanza di cultura digitale, ma alla mancanza di infrastrutture adeguate soprattutto nel Mezzogiorno del Paese nel quale tante sono le aree non coperte dalla connessione ad Internet, immaginarsi se si dovesse pretendere la fibra ottica per la connessione veloce”. Nel dibattito è intervenuto anche il Consigliere di OroItaly Enzo Persico che ha rimarcato: “Parlare di inadeguatezze infrastrutturali è dire poco, bisognerebbe partire da lontano. La nostra condizione di imprenditori ha un handicap sostanziale: le politiche territoriali. Investimenti zero; misure come la Zes mai partite; misure di Stato contro gli effetti della pandemia rivelatesi poi pubbliche elemosine; settori merceologici detti ‘sacrificabili’, ed altre diavolerie che stanno contribuendo ad azzerare la nostra fiducia nelle istituzioni”.