Il Covid 19 sta facendo più danni di quello che si poteva immaginare ed i governi si sono trovati impreparati ad affrontare una seconda ondata del contagio che si sta rivelando anche peggiore della prima. I piani e le misure governative che sono scattate, almeno n Italia, non sono state nemmeno un palliativo a compensazione di una frattura enorme apertasi nell’economia tricolore. Il barometro Censis-Commercialisti ha rivelato dati veramente drammatici, a fronte dei quali il governo centrale infila, come lo struzzo, la testa sotto la sabbia. Secondi questi dati, sono 460mila le PMI a rischio chiusura; in pericolo un fatturato di oltre 80 mld, ed altrettanto a rischio 1mln di posti di lavoro. “Questi dati – esordisce Gianni Lepre, opinionista economico del Tg2 – sono il frutto dell’esperienza sul campo di migliaia di dottori commercialisti che in questo ultimo anno hanno notato una flessione importante nel fatturato della maggior parte delle imprese, specie poi nel periodo del lock down”. Le perdite – ha proseguito Lepre – sono pari o in alcuni casi superiori al 50%. Poi gli incassi bloccati e gli alti costi di gestione da sostenere hanno creato un cortocircuito che ha innescato una grave crisi di liquidità niente affatto colmata dalle elemosine di stato che si sono succedute in questi mesi, con l’ultima perla istituzionale denominata ‘Ristori’. Per ovviare a questa situazione il prof. Lepre torna a considerare le dinamiche e le modalità esageratamente “annacquate” del nostro Paese. “La sparizione delle piccole attività produttive si evita con una ricetta semplicissima – conclude il prof. Lepre – ma impraticabile perchè politicamente impopolare: maggiore chiarezza e lungimiranza nelle norme; tempestività nei chiarimenti sulle prassi amministrative; burocrazia zero; una più sana e ragionata distribuzione delle risorse pubbliche tra i beneficiari. Questa è l’unica strada per evitare l’ecatombe economica del 2021”.