Inadeguatezza ed approssimazione all’ennesima potenza, è questo in sintesi il giudizio del presidente di Confindustria Carlo Bonomi sulla conduzione della pandemia da parte del governo Conte bis. Una situazione esplosiva che sta obbligando la politica a rivedere parametri e strategie. Torna, quindi, ad incombere sul Belpaese lo spauracchio della crescita rallentata rispetto al resto dell’Eurozona, con danni sempre più irreparabili sul fonte del Made in Italy e delle filiere d’eccellenza del tricolore più famoso e osannato al mondo. A proposito di Made in Italy è scesa nuovamente in campo l’Associazione OroItaly, sodalizio che raggruppa le eccellenze orafe: “Tante, troppe promesse; aria fritta a vagonate – esordisse Salvio Pace, presidente dell’associazione di categoria – Dalle  misure della prima ora fino ai cosiddetti ‘ristori’, non abbiamo fatto altro che assistere al teatrino dell’inconcludenza e del cauto e pacato analfabetismo politico”. Pace ha poi concluso: ” adesso, all’alba del Recovery fund e del Mes, specchietto per allodole stupide, ci impantaniamo nuovamente a capire se il premier Conte bis deve diventare Conte ter o bisogna rimpastare e creare un nuovo esecutivo che, probabilmente avrà come premier Harry Potter che allo schiocco della sua bacchetta risanerà conti, debiti e criticità. Sono estremamente deluso dagli uomini, di maghi non ne conosco”. Alla lucida ironia del presidente Pace fa eco il consigliere del sodalizio Alfonso Fontanella: “Già dalla prima ondata del virus avevamo avuto contezza degli incalcolabili danni collaterali che avrebbe portato soprattutto nel settore del commercio al dettaglio, e di conseguenza alle filiere produttive. Ciò che ha lasciato basiti è l’incredibile inadeguatezza con la quale sono state affrontate le criticità, in considerazione di come, per esempio, le ha affrontate la Germania, o gli altri Paesi confinanti”. Fontanella ha poi concluso: “Poi adesso questa nuova idea di Paese blindato che da dopo l’Epifania sarà soggetto a chiusure ed aperture come se fosse un barattolo di marmellata. Ovviamente questo implica la morte del commercio almeno per come l’abbiamo sempre inteso da secoli a questa parte”. A concludere il discorso il Segretario generale dell’Associazione orafa Gianni Lepre che tra le atre cose è opinionista economico del TG2 e presidente del Club delle Eccellenze di Confesercenti Campania e Molise: “Capisco la grande amarezza del presidente Pace, ed il realistico pessimismo del consigliere Fontanella, ma come tutti sanno, a me piace vedere il bicchiere mezzo pieno più che mezzo vuoto – ha esordito l’economista – e quindi cerco di individuare soluzioni più che di elencare solo i problemi”. Lepre ha poi continuato: “L’economia del nostro Paese non può permettersi o fasce colorate a seconda del gradimento politico in assenza di ristori veri, anzi, di veri e propri restauri altri lockdown aziendali fatti di liquidità a fondo perduto con importi almeno del 70% delle perdite accertate. In Italia di fumo se ne genera troppo, ciò che poi manca è il cosiddetto ‘arrosto’ nel piatto, quella è la vera chimera come lo sono il Recovery Fund ed il Mes per le quali misure l’esecutivo non ha ancora una bozza credibile di piano di interventi”. Lepre ha poi concluso: “Siamo destinati ad essere ultimi in Europa ma non per volontà dei Paesi locomotiva, ma semplicemente grazie alla nostra nomenclatura carente, inadeguata e con una scarsissima cultura di governo dei popoli”. Area degli allegati