Italian Exhibition Group, player a cui fa capo la regia degli eventi B2B dell’oreficeria e gioielleria internazionale in Italia, riorganizza l’agenda 2021 delle sue fiere, rinviando il prossimo appuntamento con VicenzaOro dal 10 al 14 settembre 2021. Per la verità, lo scorso mese di ottobre,  la data era già slittata a Marzo 2021, ma vista la situazione pandemica e l’incertezza politica ed istituzionale, il grande evento internazionale ha subito un ulteriore slittamento. “Dal settore orafo non dipendono solo decine di migliaia di imprese e quindi generazioni di artigiani e collaboratori – ha esordito Salvio Pace, presidente di OroItaly – ma dipende lo stesso destino del Made in Italy, essendo il settore punta di diamante e fiore all’occhiello del Sistema Italia”. “Ciò che chiediamo al nuovo governo – ha continuato il presidente Pace – è che questo sia ben chiaro e che venga scritto nella cosiddetta agenda di governo, anche perché, fino ad oggi, non penso ci siamo mai stati in una agenda politica e produttiva”. Fa sponda al presidente Pace il Segretario generale del sodalizio orafo Gianni Lepre: “Il nuovo esecutivo deve prendere in carica le criticità legate alle imprese di settore, e all’economia d’eccellenza in generale”. “Non è pensabile – ha continuato Lepre che, tra le altre cose, è opinionista economico del TG2 e presidente del Club delle Eccellenze di Confesercenti – continuare ad elargire elemosine di stato attraverso ristori o altre misure ridicole rispetto alla profonda ferita all’economia tricolore inferta dal covid e dai lockdown che ne sono seguiti. Bisogna avere il coraggio di risollevare le attività produttive del nostro Paese con la leva del coraggio, dell’azione, e soprattutto della cognizione di causa, quello che fino ad oggi è mancata”. Nel dibattito è intervenuto anche il vice presidente di OroItaly, Biancamaria Pezzuto: “Il nuovo governo ha un compito fondamentale e per nulla semplice, ricostruire la credibilità dello Stato agli occhi dei cittadini, e soprattutto la credibilità del Sistema Paese agli occhi del mondo. In un’ottica simile, riproporre il Made in Italy come volano di sviluppo globale del nostro Paese è più che sensato, considerando che il nostro settore è e resta l’apripista dell’italianità in tutto il globo. Questo è il punto dal quale il nuovo governo dovrebbe ripartire”.