Ciambriello: “Vaccinare quanti più detenuti e polizia penitenziaria ed anche i volontari che a diverso titolo frequentano assiduamente l’ambiente carcere, rendendo cosi possibile la ripresa delle attività” 

Si è concluso il progetto “Oltre le mura” tenutosi presso la Casa Circondariale di Benevento “Capodimonte”, che ha visto il coinvolgimento attivo di detenuti del reparto Sex  Offender sia maschile che femminile. Tale progetto è stato  realizzato dalla Cooperativa I CARE  della Diocesi di Cerreto Sanita, creata da Mimmo Battaglia , attuale Arcivescovo di Napoli e presieduta da Giuseppe Compagnuolo.A coordinare le attività progettuali, c’è stata la Dottoressa Natascia Perone che ha dichiarato:”Ho partecipato a progetti di diversa natura all’interno degli istituti penitenziari, ma questo è stato diverso: ha rappresentato per me un arricchimento e una crescita personale, prima che professionale. Abbiamo anche assistito ad un cambiamento graduale, ma inesorabile da parte dei detenuti: in un primo momento erano ostili e diffidenti, pian piano si sono lasciati andare e hanno avuto e riposto fiducia in noi. Abbiamo toccato tanti argomenti ed abbiamo percepito le loro difficoltà, le loro paure e la loro rabbia ed abbiamo lavorato in simultanea e sincronia per trasformare quest’ultima in una rinnovata energia positiva, per migliorare e per migliorarsi.”Le attività sono iniziate  nel mese di settembre 2020 con incontri settimanali, a svolgerle  un’equipe di professioniste tra  educatrici, criminologhe, giuriste e  psicologhe. Nonostante le difficoltà presentatesi con la situazione epidemiologica, le attività sono andate avanti, grazie alla volontà della Direzione, nel pieno rispetto delle norme anticovid, continuando a supportare e ad aiutare i ristretti partecipanti. Nella giornata conclusiva di tale progetto, un ristretto gruppo di detenuti, ringraziando il gruppo di lavoro, ha dichiarato:”Ci siamo sentiti accolti e con ci siamo sentiti giudicati per i nostri reati, ci siamo sentiti liberi di parlare migliorandoci giorno dopo giorno e riflettendo sui nostri comportamenti”. Così si è espresso invece il Garante Campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, che ha promosso tale attività. “Questo progetto ha riscontrato un forte coinvolgimento e partecipazione attenta alla capacità di interiorizzare le emozioni e gli argomenti trattati creando, ad ogni incontro, uno spazio e luogo per confrontarsi e operare riflessioni significative per accrescere e crescere il proprio se.”Con l’occasione il Garante informa che da lunedi scorso è partita la campagna di vaccianzione  in Campania, che ha coinvolto gli agenti penitenziari che recandosi presso l’ASL di appartenenza possono effettuarlo e solo nell’istituto penitenziario di Benevento è stato installato un HUB che consente di effettuare il vaccino all’interno dell’istituto penitenziario.“Sono grato all’ASL di Benevento che ha pensato a tale instalazzione utile al fine di garantire un ottimizzazione organizzativa, riuscendo  a coivolgere un maggior numero di agenti che volontariamente possono decidere di sottoporsi a vaccinazione.Ad oggi In Italia sono 1799 i detenuti vaccinati, 9797 poliziotti penitenziari e 803 del personale amministrativo. In Campania si è discusso circa la possibilità a breve di vaccinare quanti più detenuti ed anche i volontari che a diverso titolo frequentano assiduamente l’ambiente carcere, rendendo possibile la ripresa delle attività ormai sospese da troppo tempo, che creano inevitabilmente un forte malessere tra i diversamente liberi. Si precisa che la scelta di vaccinarsi è volontaria, difatti molti agenti di polizia penitenziari hanno deciso di non effettuarla”. – ha concluso Ciambriello.