NAPOLI – “Il cimitero dei colerosi è uno dei più antichi di Napoli. Il valore culturale e storico di quel sito è inimmaginabile. Chi lo ha visitato afferma che è bellissimo, i più giovani dei nostri associati non hanno mai avuto nemmeno il piacere di accedervi, dato che l’hanno negato da tanti anni. Leggere del suo sequestro è un colpo al cuore”. Lo afferma Gennaro Tammaro, delegato EFI (Eccellenza Funeraria Italiana) per la Campania.

“Nonostante al momento il Comune di Napoli non sembra risultare indagato per i crolli e i danni derivati, questo – spiega Tammaro – è comunque uno degli esempi di come l’amministrazione sia manchevole e il controllo della città una chimera. Prima ancora dei cantieri abusivi a ridosso del cimitero dei colerosi, l’amministrazione partenopea avrebbe dovuto prendersi cura di un sito abbandonato a sé stesso e in condizioni pietose e disastrose. Come per il Monumentale di Poggioreale e tanti altri luoghi di riposo sul territorio cittadino”.

“Si pensi solo – spiega Tammaro – che più di una volta abbiamo lanciato iniziative come quella dell’adottare una tomba per far sì che siano privati e associazioni a salvare un patrimonio di prestigio che nelle altre capitali europee è un fiore all’occhiello, che rappresenta addirittura itinerari turistici, come accade in molte città europee. Pensiamo al Père-Lachaise a Parigi, che accoglie ogni anno migliaia di visitatori per una passeggiata fra le tombe di personaggi illustri. Anche i cimiteri possono diventare attrattivi, valorizzandone la storia e la vocazione. Accade ovunque, perché invece a Napoli, dove vantiamo un patrimonio di tutto rispetto in tal senso, non riusciamo?”.

“Dispiace – continua Tammaro – constatare che questa esperienza politica si chiude così come negli ultimi anni siamo stati abituati: nell’assenza dell’amministrazione cittadina. Ancora ora, tace nonostante la eco del sequestro di oggi, promuovendo solo determinate tematiche d’interesse, forse utili per la prossima campagna elettorale, a scapito di altre. Il tema dei cimiteri è in una delega rimbalzata come una palla avvelenata da assessore a assessore, senza la possibilità di costruire un dialogo lungo e utile con nessuno degli interlocutori istituzionali che si sono avvicendati. L’amara constatazione è quella di uno scarso interesse nei confronti del mondo dei cimiteri, e mentre gli impresari funebri e le associazioni si facevano promotori di idee come visite guidate e itinerari turistici ad hoc a far rumore erano gli assordanti silenzi che si alzavano da alcune stanze di Palazzo San Giacomo”.

“Contiamo – conclude Tammaro – che in futuro l’argomento cimiteri sia affrontato con serietà non solo per arginare l’inarrestabile degrado in cui attualmente le nostre strutture versano, ma per mettere a sistema un patrimonio incommensurabile che al momento è per noi napoletani motivo solo di vergogna”.