L’individuazione di un orario consono per il coprifuoco, sta gettando luci sinistre sull’ attività dell’esecutivo impegnato, secondo molti, a coprire i fallimenti di sostegni inadeguati, con la possibilità di dare al settore ristorazione un paio di ore serali che comunque  rappresenterebbero ossigeno per una filiera ancora in ginocchio nonostante le riaperture.

In effetti, quello che non si è mai capito, è il motivo di una serrata globale alle 22, nonostante l’introduzione della variante dell’esercizio all’aperto e con le dovute precauzioni. “Bhè, io avrei un’idea alquanto condivisa – esordisce il prof. Gianni Lepre, opinionista economico del TG2 Rai e dell’Agenzia di Stampa nazionale ItalPress – a quanto pare, questa insulsa querelle sull’orario del coprifuoco ha l’unico scopo di distrarre l’attenzione pubblica dalla questione cardine di imprese e lavoro: i sostegni, quella liquidità che dovrebbe servire ad arginare il default del Sistema Italia, ma che invece non sono solo ampiamente insufficienti, ma anche difficilmente ottenibili”. L’economista ha poi proseguito: “Intanto continuano i proclami sulle misure a sostegno che piovono nelle gazzette ufficiali, ma alla fine, siccome la matematica non è mai un’opinione, la copertura sulle perdite resta bloccata, e lì dove non lo è, non raggiunge nemmeno il 30%”. Lepre ha poi concluso: “In ultima analisi, se ci pensate bene, dare qualche ora in più di ossigeno alle imprese della ristorazione per poter monetizzare qualche spicciolo extra, e  di conseguenza dare alla gente l’idea di una possibile normalità, è un modo come un altro per alzare le mani e dichiarare una resa incondizionata nei confronti di quella liquidità che il sistema paese si attendeva per ricominciare, e che adesso viene rimandata ai fondi comunitari che molto raramente, nel corso della storia contemporanea, sono andati a chi ne ha effettivamente bisogno”.