‘L’Italia inizia il lungo sentiero stretto di risalita, con  i primi segnali positivi nei servizi, e un’industria solida’. Queste le indicazioni degli economisti di Confindustria che intravedono un Pil che corre veloce verso il 4% di incremento. “L’effetto fionda della vaccinazione di gregge – esordisce Gianni Lepre, opinionista economico del TG2 e dell’Agenzia di Stampa nazionale ItalPress –  insieme alle riaperture delle attività commerciali ed il ritorno alle normali attività sociali nelle grandi città, rischia di far passare in secondo piano le grandi perdite delle attività produttive italiane in questo anno e mezzo di pandemia”. Il noto economista ha poi proseguito: “Personalmente sono convinto, come del resto lo è il Centro Studi di Confindustria, che il nostro Paese abbia tutte le carte in regola per poter rinascere dalle sue ceneri, ma allo stesso tempo non mi sembra giusto dribblare il discorso sull’assenza della politica  e delle istituzioni che in questo periodo si sono dedicati, per dirlo nel gergo popolare, a fare l’elemosina ai ciechi; attività divenuta oramai DOC in questo Paese, nel quale ciò che si blatera non è mai uguale e simmetrico a ciò che in effetti si fa”. Il prof. Lepre ha poi concluso: “Mi preme ricordare agli analisti di Confindustria, ove mai la cosa fosse sfuggita, che il rimbalzo di cui parlano ad oltre il 4% riguarda l’industria solida, quella di grandi dimensioni il cui contraccolpo covid è stato, in percentuale, minimo rispetto allo tsunami provocato sulle piccole e piccolissime imprese che rappresentano l’ossatura del nostro sistema produttivo. Vedere un PIl sulla buona strada passa inevitabilmente nel vedere un Pnrr sulla percentuale giusta, con un impiego capillare e metodico della liquidità derivante dal Recovery, soppesando in maniera ottimale aree di criticità e filiere da far ripartire a tutti i costi. Il nostro obiettivo comune è e resta il Made in Italy in tutte le sue declinazioni, esclusa quella di millantare numeri e percentuali che inevitabilmente escludono le micro imprese da ogni sorta di competizione”.