L’effetto del default economico generato dalla pandemia da Covid-19 ha avuto influssi negativi anche sui prezzi al consumo che hanno subito un incremento esponenziale. Le varie filiere produttive hanno avuto perdite che in molti casi si sono attestate ad oltre il 70%, con conseguenze devastanti. “Mirabile esempio dello status quo – esordisce Gianni Lepre, opinionista economico del Tg2 e dell’Agenzia di Stampa nazionale ItalPress – è la filiera agroalimentare nel settore frutta, dove, la voglia di riscatto e ripartenza, costa lacrime e sangue a noi poveri cittadini”. “ In pratica – spiega il noto economista – nell’anno di pandemia sappiamo come sono andate le cose, quello però che non sappiamo è come abbia fatto la frutta a quadruplicare il prezzo al dettaglio. Se prendiamo ad esempio la frutta di stagione per antonomasia: la ciliegia, osserviamo come a Milano sia arrivata a costare 15 euro al kg; a Roma siamo intorno ai 10 euro di media, mentre a Napoli una leggera flessione fa scivolare il frutto a 8 euro al kg”. Lepre poi continua: “Una follia se consideriamo che: in Puglia le ciliegie si buttano, come le arance in Sicilia, e nelle campagne la ciliegia viene pagata al contadino produttore la metà del costo di un caffè per ogni kg di prodotto. E questi sarebbero prezzi al consumo? No, semmai potremmo parlare di salassi al consumo, esborsi ingiustificati per prodotti di filiera controllata e soprattutto un prodotto italiano”. L’economista ha poi concluso: “Il governo deve porre attenzione a questi temi ed a queste criticità che riguardano la collettività, e soprattutto Osservatori e Garanti devono tirare fuori la testa dalla sabbia. Siamo in Italia non nella savana keniota.”

ROSARIO LAVORGNA