“Celebrare la festa del marittimo ha un significato importante da molti punti di vista. Occorre innanzitutto ricordare che circa il 80 % delle merci in entrata ed in uscita nel nostro paese viaggiano via mare. In generale importiamo materie prime ed esportiamo prodotti finiti. Questo enorme flusso avviene in particolare col quotidiano lavoro e sacrificio dei nostri marittimi il cui impegno è forse oggi più pesante che non negli anni passati. Infatti anche le grandi navi sostano nei porti per poche ore e di fatto i marittimi vivono isolati sulla nave per l’intero periodo di imbarco che a volte raggiunge i 10 mesi lontano dagli affetti e dalle famiglie.Un aspetto che ci preme sottolineare è che oggi la nave è il primo vero esempio di integrazione. Infatti la globalizzazione ha portato allo sviluppo delle flotte mondiali e a mano d’opera proveniente da quelli che sono chiamati paesi fornitori di manodopera Al primo posto troviamo le Filippine. Seguono poi India ed Indonesia. Si tratta di un incontro di culture che hanno imparato a convivere sulla nave. Non a caso per legge ogni nave deve dichiarare quale lingua comune viene applicata (in genere l’inglese). Se per le navi da carico in genere troviamo due o tre nazionalità sulle navi da crociera arriviamo anche a 50. In questo ultimo anno con la pandemia il sacrificio dei marittimi è stato enorme. Paesi chiusi, trasporto aereo ridotto hanno impedito le normali rotazioni con i lavoratori del mare a bordo anche oltre un anno senza poter metter neppure un piede a terra e con la preoccupazione per le famiglie lontane. Sono davvero stati degli eroi. Oggi abbiamo il problema delle vaccinazioni. In Italia per esempio non si è riusciti per quanti sforzi fatti dal Sindacato in una lista prioritaria con l’ulteriore complicazione di dover trovare un sistema per vaccinare anche i non residenti. Molti sono stati i marittimi colpiti dal Covid isolati a bordo. I casi di decessi non sono stati pochi.Bastano i punti di cui sopra per far comprendere quanto grande sia stato l’impegno del sindacato a livello internazionale ITF per gestire le emergenze. Il lavoro è stato portato avanti con l’associazione internazionale degli armatori (ICS) e nelle sedi istituzionali internazionali quali IMO ed ILO. In campo nazionale il nostro ispettorato ITF in collegamento con la sede di Londra è stato anch’esso impegnato sia per i non residenti che per gli italiani imbarcati in bandiera estera. A questi ultimi abbiamo dovuto lottare per far loro riconoscere a fronte di mesi di disoccupazione l’indennità di Rimpatrio mentre per la NASPI i risultati sono stati totalmente negativi. In molti casi si è trattato di una discriminazione di questi lavoratori marittimi nei confronti dei lavoratori di terra che pur se in maniera contenuta hanno ricevuto qualche intervento a sostegno. I marittimi delle navi da crociera ferme per un anno (solo adesso riprendono) hanno subito una penalizzazione enorme.La nostra preoccupazione è che la giornata del marittimo risulti come altre volte un singolo momento di attenzione ad una categoria strategica ed importante senza poi esser seguito da interventi concreti che nei fatti riconoscano a questi lavoratori l’importanza dell’attività che svolgono. Penso che non solo il sindacato debba vedersi impegnato in questo senso ma tutti gli operatori del cluster marittimo e dell’informazione”.  Cosi Raffaele Formisano, segretario regionale Fit Cisl Campania.