L’Intel a Torino è solo l’ultima proposta di una politica che favorisce il Nord a discapito del Sud. È necessario interrompere un paradigma storico che distribuisce risorse e ricchezze iniquamente: Napoli deve essere rilanciata come polo economico, turistico e culturale.

«Torino va rilanciata, secondo Giorgetti. Signor Ministro, mi permetta una domanda: in base a quali dati, tra le molte città bisognose di essere “rilanciate”, ha deciso di “preferire” Torino?». Lo ha detto Rossella Solombrino, candidata sindaco di Napoli per il Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale di Pino Aprile.

«Molti napoletani e meridionali negli ultimi giorni avranno scambiato una delle notizie di prima pagina dei maggiori quotidiani per una finta news di LERCIO. Purtroppo non è così, avete letto bene!» incalza la candidata.
«Il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, leghista, ritiene sia necessario “gestire il rilancio di Torino” e per questo ha previsto investimenti pari a circa 8 miliardi di euro per accogliere la fabbrica di Intel all’interno dell’ area Mirafiori del capoluogo piemontese.
Ma, Signor Ministro, mi permetta una domanda: Cazzago è la città che le ha dato i natali o il suo motto per gestire lo sviluppo economico di questo Paese?» chiede.

Le faccio due conti, semplici semplici, così che possa ragionarci su: multinazionali in Piemonte circa 1000, di cui il 60% nella città di Torino; multinazionali in Campania circa 300. Se questi dati non dovessero stuzzicare abbastanza il suo ragionamento, le aggiungo che il tasso di disoccupazione a Napoli è pari al 25%, mentre a Torino è fermo all’8%. Dunque perché “preferire” Torino? Napoli ha tutte le potenzialità per accogliere tali investimenti e soprattutto un bisogno nettamente maggiore di sviluppare il contesto economico ed occupazionale» chiarisce Solombrino.
«La crescita socio-economica di una città come Napoli dipende anche e soprattutto dall’attrattività che è capace di esercitare su imprese e multinazionali» spiega. «Esse sono infatti fondamentali per lo sviluppo e per la capacità di trattenere sul territorio i giovani, la principale forza lavoro, e ci si aspetta che un governo serio e lungimirante sfrutti tali possibilità in zone che abbiano ampie marginalità di sviluppo e non di certo dove il mercato del lavoro è saturo.
Gli unici effetti sortiti dalle sue politiche “di favore”, al pari di quelle di tutti coloro che l’hanno preceduta, sono stati e attualmente sono lo spopolamento di Napoli, come di tutto il Sud! Una parte consistente del Paese dalla quale i giovani sono costretti ad emigrare per lavorare e contribuire al Pil di città e territori già ricchi. Ricchezza frutto proprio di un favoritismo politico a livello centrale» osserva la candidata sindaco.


«Quale candidata sindaco a Napoli per il Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale di Pino Aprile» afferma Solombrino «io combatterò sempre e attivamente questa NON politica figlia del pregiudizio antimeridionale, sdoganato 30 anni orsono proprio dal suo partito -che ha la faccia tosta di nascondersi dietro candidature civiche nella mia città- affinché Napoli sia a tutti gli effetti un polo attrattivo sia a livello economico che turistico, così come culturale, al fine di contrastare finalmente l’esodo dei nostri giovani costretti ad emigrare o a lavorare in condizioni estremamente penalizzanti.
La Napoli che attira risorse e ne genera altrettante è la Napoli che ho in mente, la Napoli che desidero e che voglio. La Napoli che compete in Europa e che offre ai suoi cittadini i servizi dei quali necessitano. Quei servizi dei quali sono privati dallo stesso Stato al quale pagano le tasse, e che le re-investe in maniera sproporzionata al Nord.
Alcuni esempi positivi: il “progetto San Giovanni”, che dal 2016 ha portato nell’omonimo quartiere aziende come Apple, Cisco, Tim, Deloitte e altre multinazionali dell’ hi-tech, che lì hanno deciso di aprire le proprie Academies e i propri centri di formazione in partenariato con l’ateneo Federico II. Un modello di Silicon Valley napoletana che è già pronto per essere esportato nel resto del Mezzogiorno e che porterebbe un importantissimo e fondamentale indotto economico alla città» conclude.

Napoli, 6 agosto 2021