Sulla misura delle misure, il Reddito di Cittadinanza, che ha condotto il Movimento 5 Stelle alla gloria elettorale, se ne stanno dicendo di cotte e di crude, e la polemica politica infuria nei palazzi del potere come anche tra la gente comune che si sente defraudata del proprio diritto costituzionale al lavoro oltre che ad una vita decente. La misura pentastellata ha ormai dato ampia prova dell’iniquità delle assegnazioni come anche dell’essere diventata ‘de facto’ “la cuccagna dei fannulloni”, come più volte sottolineato dal prof. Gianni Lepre. Il noto economista, opinionista del Tg2 e notista economico dell’Agenzia di Stampa nazionale ItalPress, è tornato sulla questione all’indomani della furibonda querelle scoppiata sulla scappatoia referendaria. “Noi non abbiamo mai messo in discussione l’idea – ha esordito Lepre – anche se questa sorta di cavallo di Troia alla fine è servito solo a creare profonde ingiustizie sociali, uccidendo il mercato del lavoro e favorendo il lavoro nero come mai prima di adesso”. “La questione RDC – ha poi proseguito Lepre – nasce con le migliori intenzioni, ma poi si perde nei famosi lacci e lacciuli che non hanno nulla a che vedere con la burocrazia, ma sono molto peggio perché trattasi di inettitudine volontaria, anzi direi ad orologeria, nel garantire un futuro lavorativo ai percettori del sussidio. E siccome l’occasione fa l’uomo ladro, la misura studiata e varata dai Grillo Boys, da sostegno alla ricerca di un’occupazione, è diventata una pensione a vita, percepita in larga misura da chi solo in apparenza ne ha diritto, ma poi in effetti ha un portafogli nero come la pece”. “Il Reddito di Cittadinanza – ha sottolineato l’economista partenopeo – non ha generato una spaccatura sociale, è esso stesso una profonda ferita nel tessuto industriale e creativo del Sistema Italia. Basti pensare che percepiscono il Reddito pregiudicati, famiglie appartenenti ai clan della malavita, cittadini che fanno i miliardi sulle spalle delle persone oneste e della democrazia. Sembra un paradosso, ma purtroppo non lo è solo realtà documentata e documentabile, come lo sono le tante persone veramente in difficoltà e che veramente cercano un lavoro onesto, scartate dal reddito perché magari per qualche cavillo o qualche voluta svista non ne avevano diritto”. Il prof. Lepre ha poi concluso: “Ma tutto quello che ho detto Mario Draghi lo sa bene, come sa altrettanto bene che la misura va radicalmente cambiata mettendo le imprese nelle condizioni di assumere anche in soprannumero come accadeva nel periodo del boom economico e nei decenni che sono seguiti. Non mi stancherò mai di dire: il Reddito diamolo a chi veramente è fuori dal mondo del lavoro ed ha l’esigenza di sopravvivere. Per tutti gli altri facciamo in modo che vadano a lavorare e a guadagnarsi la pagnotta come in genere si fa dalla Alpi a Lampedusa, con fatica ed onore. Basta con i furbetti del Reddito, basta con il paradiso dei fannulloni”. Il prof. Lepre ha poi concluso: “L’Italia ha bisogno di ripartire proprio da loro, da chi fino a ieri si è crogiolato nel dolce far niente a spese dei contribuenti”. Il nostro Paese non ha bisogno di chi vuole i soldi senza far niente, ma ha forte necessità di  incentivare la creazione di posti di lavoro, aiutando le imprese ad assumere. Sono le imprese a generare ricchezza ed economia. L’italia ha bisogno, per usare un detto antico, di quelli del Rimbocchiamoci le maniche”.