La candidata sindaco di Napoli per il Movimento Equità Territoriale di Pino Aprile evidenzia le colpe di una narrazione distorta e penalizzante di Napoli e del Sud, alla quale bisogna opporre la consapevolezza del reale valore di un popolo e del suo territorio

«Le storie dei napoletani a cui viene riconosciuto il valore in Italia e nel mondo sono le storie da cui dovremmo partire oggi per ricostruire un orgoglio partenopeo spesso dimenticato». Ad affermarlo Rossella Solombrino, candidata sindaco di Napoli per il Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale di Pino Aprile.

«Ho letto con estremo piacere dei fratelli Mautone di Pianura» riporta Solombrino «infermieri da generazioni, che si sono distinti nella lotta contro il Covid e sono stati investiti ieri dell’onorificenza di cavalieri da parte del Presidente Sergio Mattarella, e prima ancora ricevuti dal Papa. È la storia del valore e della caparbietà dei napoletani, che nonostante le condizioni di difficoltà del periodo più intenso nella lotta contro il Covid, in 3 differenti presidii ospedalieri (Como, Lugano e Napoli) hanno saputo fronteggiare con capacità, umanità e rischiando la propria vita un periodo così complicato» ricorda la candidata sindaco per la lista capeggiata da Pino Aprile.
«A loro» aggiunge «va la mia profonda stima e il mio ringraziamento! Storie come questa dovrebbero portarci ad almeno due riflessioni».

«Quante volte la parola “napoletano” prende nell’immaginario collettivo, al di fuori della nostra città, un’accezione negativa mentre siamo occupati a migliorare questo Paese?» chiede Rossella Solombrino. «Mentre questa valorosa famiglia, in un periodo critico, si differenziava nella lotta contro il Covid, ricordiamo i giornalisti in cerca di napoletani che non rispettassero il lock-down, dispiaciuti per non aver trovato nessuno. Ricordiamo i patetici commenti da parte di cronisti i quali “non si aspettavano” che proprio il Cotugno di Napoli fosse l’eccellenza».

«Questi esempi, a cui spesso non diamo nemmeno più importanza» osserva la candidata «rappresentano il tentativo di un paese nell’educazione alla minorità del meridionale, l’unico fine è distribuire meno risorse al Sud, fingendo che meriti di meno. Il tempo dedicato al meridione nei telegiornali è circa il 9% , di quel 9% si parla per il 90% di mafie e malasanità, mentre sulla malasanità lombarda potremmo aprire vari capitoli, che chissà perché vengono tralasciati».


«La baggianata del Sud sprecone di risorse, portata avanti dai partiti che oggi presentano candidati a Napoli» conclude Rossella Solombrino «determina decisioni come quella del federalismo fiscale all’italiana, causa dei 10.000 infermieri in meno in Campania, di cui nessuno parla.
Io e il Movimento Equità Territoriale di Pino Aprile vogliamo adoperarci affinché l’orgoglio di Napoli e dei napoletani si risvegli, per puntare insieme a risolvere davvero i problemi della nostra città».