La candidata per l’Equità Territoriale di Pino Aprile offre una disamina dettagliata degli interventi degli altri candidati sindaci, ospiti del Mattino, denunciando il qualunquismo imperante sui temi fondamentali per la ripresa cittadina

«Il dibattito tra alcuni dei candidati sindaci ospitato ieri nella redazione del Mattino si è rivelato essere l’ennesima dimostrazione di una politica capace di parlare per ore senza dire niente o addirittura contraddicendosi». Lo afferma Rossella Solombrino, candidata sindaco di Napoli per il Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale di Pino Aprile.

«Ecco perché -prosegue- ho deciso di esaminare a beneficio di tutti i cittadini alcuni aspetti affrontati durante il dibattito, in modo che gli elettori possano fare pelo e contropelo alle proposte dei candidati sindaci, in barba alla dialettica e al qualunquismo inutile.

Pare, dunque, che sia accertato che il problema principale di Napoli sia l’incapacità di spesa dettata dal debito pregresso. Per ciascun progetto la soluzione definita da ogni candidato presupponeva il dover assumere e spendere. Bello, se non fosse per il semplice fatto (accuratamente taciuto) che attualmente il comune di Napoli è penalizzato da quel 29% delle entrate che dipendono dallo Stato, dimezzate in 10 anni, oggetto di politiche discriminatorie per i comuni del Sud e concedono, ad esempio, per i trasporti 800 euro pro-capite a Milano e 200 a Napoli. E così accade per tutti i livelli di spesa che da 600 milioni di 10 anni fa si sono dimezzati a 300! Un conto semplice da fare, ma, ribadisco, accuratamente taciuto!» insiste Solombrino.

«Inoltre, a parte l’ilarità scatenata dalla domanda a Bassolino su come intenda risolvere il debito, frutto anche della sua trascorsa amministrazione, la conversazione ha toccato livelli aulici nel momento in cui Alessandra Clemente, mentre criticava l’amministrazione di cui fa parte, proponeva un futuro florido per Napoli e tutti, ma proprio tutti, discutevano del PNRR, di come pianificarne e spenderne le risorse sarà la sfida più grande per la città, senza menzionare che ad oggi sono previsti solo 22 miliardi su 209 per tutto il Mezzogiorno, e che 500 sindaci meridionali si sono uniti, hanno protestato e continuano a protestare per richiamare l’attenzione del Governo su questo dato. Senza contare che già Svimez e illustri accademici lo fecero a suo tempo, e che il Movimento Equità Territoriale di Pino Aprile fu il primo a redigere uno studio in tal senso recepito, dal Parlamento italiano ed europeo» ricorda la candidata per l’Equità Territoriale.

«Ilarità per ilarità, dunque, mi sorge il dubbio che i “nostri” candidati vogliano puntare tutto sul Tesoro di San Gennaro per reperire i fondi destinati a Sud ma concessi al Nord».

«Abbiamo, poi, anche assistito alla sagra del pregiudizio nei confronti dei cittadini che ci si appresta a rappresentare, quando Bassolino li invita a non essere vittimisti. Che tradotto (con 60 mld in meno all’anno -dati Svimez e Banca d’Italia alla mano) significa continuate a sopravvivere con le briciole alle quali siete abituati, senza pretendere un reale sviluppo delle infrastrutture e una capacità di spesa del comune, in linea con le esigenze dei suoi abitanti» sottolinea.

«Anche Maresca gode di non invidiabili punte di discriminazione contro i meridionali. Infatti per lui “la città di Napoli ha bisogno di ripartire dalle regole”. E per ripartire dalle regole Maresca è “stato a Milano da Brunetta per capire come ristrutturare il capitale umano: i soldi vanno spesi bene”. Essere stato da Brunetta per “capire” non depone certo a favore di Maresca, ma, sorvolando su questo episodio, la frase pronunciata è la sintesi del preconcetto antimeridionale. Il napoletano per Maresca non rispetta le regole, eppure per l’istruzione e l’educazione dei giovani (fondamentale per il rispetto delle regole) Milano riceve 200 euro pro-capite, Napoli 50. A Maresca dico che non esiste un gene meridionale “irrispettoso”, come lui e tanti giornali vogliono farci credere. E dico anche che mediamente i comuni del Sud spendono in modo più efficiente le risorse. Il problema semmai è che non ne arrivano abbastanza; il problema è che a città come Trento vengono assegnati ogni anno 2450 euro pro-capite per bambino, mentre a Reggio Calabria 19! Catello Maresca vada a spiegare a Reggio Calabria come spendere bene quei 19 euro e tralasci pure di citare gli sperperi del Mose, Expo e compagnia cantante.

Ritornando a Brunetta, poi, e a come utilizzare il capitale umano, ci tengo ad informare il candidato del centrodestra che quello di Napoli è tra i migliori al mondo per professionalità e competenza. Piuttosto Maresca si faccia spiegare dal ministro il senso della frase “se non avessimo la conurbazione Napoli-Caserta, l’Italia sarebbe il primo paese d’Europa” da lui pronunciata qualche anno fa» invita Rossella Solombrino.

«Non da meno è la Clemente -conclude- che vuole insegnare ai cittadini come essere civili. Se la differenziata a Napoli non funziona, solo per fare un esempio, per la candidata arancione non è certo colpa di una mancata organizzazione e di investimenti inesistenti nella raccolta porta a porta, bensì del napoletano incivile che però paga una pressione fiscale altissima, per un servizio di raccolta rifiuti inesistente. E deve subirsene anche le ingiurie.

Certamente nutro profondo rispetto per chi come me si appresta a metterci la faccia candidandosi a sindaco di Napoli, tuttavia resta fondamentale lavorare realmente per il benessere della città e dei suoi abitanti, senza sfociare in prese di posizione qualunquiste sui temi fondamentali come la spesa storica, la mancata definizione dei Lep, l’attribuzione dei fondi ordinari, straordinari e del Recovery al Sud e del Recovery Fund. Nessun candidato sindaco che non prenda posizioni nette di fronte a queste ingiustizie potrà mai fare la differenza ed apparire credibile. Io e il Movimento Equità Territoriale di Pino Aprile l’abbiamo fatto e possiamo certamente dire di essere l’unica espressione di una politica concreta e trasparente, che punta realmente al benessere di Napoli e dei napoletani».