“Bagnoli, la più grande beffa per la città, decenni di sperpero di denaro pubblico e ancora siamo lontani dalla messa in sicurezza e dal risanamento. Eppure non c’è da inventarsi nulla di nuovo: Bethlehem Steel, Bethlehem, Pennsylvania USA; Seattle Gas Works, Seattle, Washington, USA; Penisola di Whittier, Ohio, USA; LandshaftPark Duisburg-Nord, Germania e Westergasfabriek, Ex Gas Works, Amsterdam, Paesi Bassi. Sono solo alcuni esempi virtuosi, a cui fa riferimento il Professore Benedetto De Vivo nel libro che verrà pubblicato a breve, di ex siti industriali dismessi, con le stesse caratteristiche e problematiche di Bagnoli, risanati e bonificati con meno denaro e in minor tempo”.
Così la deputata di Liberi e Uguali Rina Valeria De Lorenzo che su Bagnoli ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministero per le Transizione ecologica che, proprio come il commissario Floro Flores sembra non avere ancora le idee chiare su come procedere per restituire alla città e ai cittadini l’area di Bagnoli.
“La cifra spesa fino ad ora, tra i 600 e i 700 milioni di euro, non può che definirsi sperpero di denaro pubblico – aggiunge De Lorenzo – Il commissario Flores con approssimazione e scarsa conoscenza ha raccontato che si sta provvedendo alla bonifica del sito dall’amianto sotterrato. Partendo dal dato noto a tutti, ossia che l’amianto è pericoloso quando lo si sposta, com’è possibile che sia in corso un’operazione di questo tipo? La strada da percorrere era quella di non toccare l’amianto interrato che, se non volatilizzato, non costituisce pericolo per nessuno. Giuste pertanto le denunce dei tanti comitati. É evidente che la questione del recupero ambientale del sito industriale di Bagnoli non ha mai avuto l’attenzione nazionale che meriterebbe: 30 anni di storia politica e amministrativa intervallati da processi e indagini della Corte dei Conti in cui Bagnoli è rimasta paralizzata mentre una delle baie più belle del mondo è stata sfregiata dalla colmata a mare che in forza di una legge dello Stato va rimossa, nonostante il commissario di governo ne contesti l’applicazione. E – sottolinea – al quadro già inquietante si aggiunge ora quanto emerso
dall’analisi della documentazione relativa PRARU: gli interventi relativi alla riconfigurazione del sistema fognario dell’area non solo non elimineranno l’attuale scarico di troppo pieno (By-pass) di Cala Badessa, ma prevedranno la realizzazione di un secondo scolmatoio fognario che scaricherà sempre sulla linea di costa in prossimità dell’attuale spiaggia di Coroglio. Anche su questo, impossibile non puntare il dito contro Flores che sminuisce il problema perché “lo scarico avviene in mare aperto”. In pratica la ‘geniale’ soluzione proposta non è quella di risolvere il problema del risanamento del sito di interesse nazionale Napoli Bagnoli- Coroglio, soggetto ad un vincolo paesistico di cui tener conto e sito in un’area a rischio sismico, ma di spostarlo in alto mare”.
Il commissariamento di Bagnoli non ha prodotto i risultati sperati e auspicati anche a causa dell’approccio puramente economico del ministero ad una vicenda che richiede capacità e conoscenze prima che danaro.
“Sulla colmata – conclude De Lorenzo – ho presentato un’interrogazione parlamentare a cui il ministero ha risposto limitandosi a sciorinare cifre e investimenti che, alla luce dei risultati raggiunti, testimoniano una sconfitta per l’Italia intera. Esiste una legge dello Stato e va applicata, non ci si deve inventare nulla, eppure si perde tempo e si continua a sperperare denaro pubblico. Non sarebbe meglio copiare chi, a parità di condizioni, è riuscito a risolvere i problemi? A volte, con umiltà, basterebbe copiare chi è stato più bravo, invece di ripercorrere ostinatamente le stesse strade e commettere gli stessi errori a livello commissariale nell’indifferenza del ministero”.